Il XVI Premio Frignano a Peppe Lanzetta per il romanzo inferNapoli (Garzanti)

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La sedicesima edizione e le opere premiate
Valutazione di Michelina Borsari, coordinatrice della giuria
 È lo scrittore e attore Peppe Lanzetta, con il romanzo “InferNapoli†edito da Garzanti, il vincitore della sedicesima edizione del Premio letterario “Frignanoâ€.
La seconda edizione della sezione “Frignano Ragazzi†è invece vinta dalla giovane autrice Gaia Rayneri con il romanzo “Ugoneâ€, pubblicato da Rizzoli editore. I premi saranno consegnati a Peppe Lanzetta e a Gaia Rayneri sabato 20 agosto a partire dalle 17.30 presso il Palazzo Ex Albergo CONI di Pievepelago (MO): la premiazione quest’anno, oltre a cambiare sede, somiglierà più a una conversazione letteraria, durante la quale la giuria, dopo le tradizionali motivazioni dei premi, si confronterà con i vincitori che leggeranno estratti dalle loro opere.
La più prestigiosa manifestazione letteraria dell’Appennino modenese, nata 52 anni fa e che ha visto fra i fondatori il critico Carlo Bo, è organizzata dal Comune di Pievepelago in collaborazione con la Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, l’Accademia “Lo Scoltennaâ€, con il Patrocinio della Provincia di Modena e della Regione Emilia-Romagna. Anche quest’anno il Premio ha ottenuto il prestigioso riconoscimento del Presidente della Repubblica, la Medaglia per la Cultura.
La partecipazione al Premio era riservata a opere narrative di autori italiani viventi edite tra il maggio 2010 e il maggio 2011, che potevano essere presentate dagli autori stessi, da editori o proposte dalla giuria, di cui Arrigo Levi è presidente onorario. Gli altri componenti sono Michelina Borsari, Franca Baldelli, Roberto Barbolini, Alberto Bertoni, Stefano Calabrese e Giuseppe Pederiali.
A questa edizione hanno partecipato 52 case editrici per un totale di ben 81 opere in gara, delle quali solamente quattro sono state indicate dalla giuria. “Come ormai è tradizione – spiega Michelina Borsari, coordinatrice della giuria – hanno inviato le loro opere le maggiori case editrici italiane, da Rizzoli e Garzanti a Longanesi, Mondadori, Bompiani, Piemme e Marsilio, alle quali si affiancano medi editori come Salani o Moby Dick e piccoli editori emiliani, come Diabasis o le modenesi Il Fiorino e Artestampa che ha voluto partecipare ad entrambe le sezioni del premio. Le dieci opere in gara per il “Frignano Ragazzi†spaziano dagli illustrati per i più piccoli, 5-6 anni, per arrivare ai racconti per adolescenti: la risposta positiva degli editori per quanto riguarda questo universo narrativo vivacissimo e innovativo, ci consente di ampliare gli orizzonti del “Frignano†e di rafforzare la Biblioteca di Pievepelago, nella quale confluiscono e si rendono disponibili alla lettura tutte le opere partecipanti al Premioâ€.
Come ormai è tradizione, hanno inviato le loro opere le maggiori case editrici italiane, da Rizzoli e Garzanti a Longanesi, Mondadori, Bompiani, Piemme e Marsilio, alle quali si affiancano medi editori come Salani o Moby Dick e piccoli editori emiliani, come Diabasis o le modenesi Il Fiorino e Artestampa che ha voluto partecipare ad entrambe le sezioni del premio [81 opere di52 editori, delle quali solamente quattro indicate dalla giuria]. Le dieci opere in gara per il “Frignano Ragazzi†spaziano dagli illustrati per i più piccoli, 5-6 anni, per arrivare ai racconti per adolescenti: la risposta positiva degli editori per quanto riguarda questo universo narrativo vivacissimo e innovativo, ci consente di ampliare gli orizzonti del “Frignano†e di rafforzare la Biblioteca di Pievepelago, nella quale confluiscono e si rendono disponibili alla lettura tutte le opere partecipanti al Premio.
Tra queste la giuria ha designato la cinquina dei finalisti del Premio “Frignano†e le tre migliori opere per la seconda edizione del “Frignano Ragazziâ€. Dopo Peppe Lanzetta vengono segnalati “I dracula timidi†di Giovanni Mariotti (et al. Edizioni), “Non tutti i bastardi sono di Vienna†(Sellerio) di Andrea Molesini, “L'esordiente†di Raul Montanari (Dalai) e “Asini, oche e rabbini†di Roberta Anau (Edizioni e/o).
Nella sezione “Frignano Ragazziâ€, invece, a fianco della vincitrice Gaia Rayneri, si sono distinte le opere di altri due autori: Daniela Palumbo con “Le valigie di Auschwitz†(Piemme) e Mauro Bernini con “Cavalier Dentone†(Zerounoundici Edizioni).
Nella maggior parte dei casi si tratta di opere di grande interesse, frutto di scrittori colti, di intelligenze vigili capaci di creare linguaggi lontani dallo stampo accademico da scuola di scrittura. Si va dal sofisticato romanzo di Mariotti che racconta in forma di spassoso feuilleton la comparsa della fotografia e degli strumenti capaci di creare simulacri del reale, al sottile dramma patriottico di Molesini che si consuma in una villa signorile occupata dai comandi nemici a un passo dal fronte del Piave, dove viene ingaggiata una disperata “guerra delle buone maniereâ€. C’è poi la satira tragicomica del mondo letterario, dei premi letterari in particolare, nel romanzo post-noir di Montanari e la gustosa autobiografia della Arau, che fa girare sulla lingua intingoli linguistici e culinari, dove si racconta un’intera generazione di ebrei scampati ai campi di sterminio.
Il tratto comune che pare delinearsi tra le opere finalisteè una spiccata maestria nella narrazione esercitata da autori che dimostrano di essere prima di tutto dei grandi lettori e poi di essere dotati della capacità di raccontare il reale scostandosene, guardandolo di lato, obliquamente, senza quell’adesione che tende a mortificare la molteplicità di senso delle storie. In tutte le opere selezionate la scrittura sembra partire dal bordo esterno del reale e da questa distanza costruire personaggi paradossali, trame complesse, strati di lettura plurali, segnalati e sorretti da un’ironia tesa e pervasiva. Con la risorsa dell’ironia – e talora del sarcasmo, suo fratello esagerato e crudele – l’efferatezza di Vincent Profumo, camorrista, può fare rima con umanità , la corruzione di Livio, che farebbe - e fa - carte false per vincere il premio letterario può fare rima con innocenza, e gli interdetti alimentari della tradizione ebraica con prosciutti e mortadelle. I conti Dracula possono stare nella stessa pagina di Monsieur Daguerre, inventore del processo fotografico, e i signori di Villa Spada possono sedere alla stessa tavola coi nemici e trovarvi più familiarità che con la servitù. Potremmo chiamarli tutti esercizi per stare nelle contraddizioni senza scioglierle, lasciandole paradossali, ma ridendone, talvolta davvero di gusto.
Il libro vincitore di questo XVI Premio Frignano,“InferNapoliâ€di Peppe Lanzetta,è puro cinema sotto forma di romanzo: narra le vicende di un camorrista il cui solo nome è tutto un programma, Vincent Profumo, nel quale non è difficile vedere un omaggio a Tarantino e alle sue atmosfere pulp. Scostandosi completamente dalla scrittura saggistica e di reportage alla Saviano (che pure pare avere dato all’autore l’input per questa sua opera), Lanzetta coglie e mette su carta tutti gli odori e i sapori di un melodramma di nuovo conio, ambientato in una Napoli che è, appunto, un vero girone infernale. Le tonalità grottesche di fondo rendono la narrazione estremamente vivida e esaltano le caratteristiche del personaggio su cui s’impernia l’intera vicenda: trucido e sanguinario da un lato, smisurato amante della musica lirica dall’altro, efferato eppure fedele a Padre Pio, impotente e sentimentale di fronte alla rovina delle figlie che adora. Il mondo in cui vive è un quadro kitsch, dove violenza e vendetta, sesso e tradimenti, cocaina e fuoriserie fanno da sfondo al suo fallimento nello scontro con una realtà ancora più trucida, quella della mafia cinese. Con la sua carnalità estrema, una lingua che esplode in continue esilaranti contaminazioni gergali, il romanzo mette in scena tutti i vizi e le virtù della napoletanità più stereotipa, la sua straripante e oscena vitalità .








