Peppe Lanzetta ad Antonio Onorato

Il nuovo disco di Antonio Onorato
La chitarra di Antonio spazza via anche la pioggia, rompe la musica della noia di gennaio e accarezza il volto di un bambino come solo una madre riesce a fare. E ti senti preso, rapito, come da un vento che viene da lontano che ti culla e poi ti lascia in mezzo ad una strada, in una piazza, davanti al mare, sul greto di un fiume, sia esso il Tamigi o il Tago poco importa, sei lì, ti stai perdendo in mille lontananze eppure il vento non c’è più, chissà quali sentieri avrà imboccato, ma t’ha lasciato la sua magia, il suo torpore, un senso di straniamento, di spossatezza eppure una grande eccitazione ti accompagna, qualcuno lo chiama il vento del sud, South Wind, un sud popolato da streghe e corde di chitarra che non si rompono mai, un sud figlio di sciamani che vedono lontano e lontani fuochi su cui vecchie contadine hanno messo a cuocere il loro sapere, la loro saggezza per offrirla ai ragazzi che le guardano rapiti. Scompiglia i capelli il suono della chitarra di Onorato, è Brasile che guarda la Cornovaglia, è Spagna che fa l’amore con la Grecia, è New Orleans che tira pietre all’Algeria. E’ un’intifada di colori, di passioni, di sentimenti. Chiudo gli occhi,ci sono dieci,cento chitarre. La musica mi porta. Li riapro. Ce n’è solo una. La riconosco. La suona un mio amico. Fa prodigi con quelle mani, fra quelle corde.
Non piove più, fra poco risplenderà un gran sole.
Peppe Lanzetta








