LA MUNNEZZA
Io sono la munnezza.
Chi mi sbatte di qua e chi mi sbatte di la.
Mi depositano per giorni e giorni sotto il sole e nessuno si cura di me.
Eppure su di me mangiano, e come mangiano.
Invado le strade di Portici, Castellammare, Sant’Anastasia, Sarno, Torre del Greco.
Ho la residenza a Napoli.
Chi mi vuole sa dove trovarmi.
Eppure nessuno viene e fa un gesto carino.
Mi guardano con la puzza sotto al naso. Si girano dall’altro lato.
E io sto là. Sola e affranta a fare quello che so fare, la munnezza.
Quando non sapevo di essere un business mi nascondevo in stupidi sacchetti.
Ora che ho preso coscienza scendo in piazza e mi faccio sentire.
Chi può mi evita. Si fa i viaggi, si allontana, mi scansa.
Ma poi con me devono fare i conti. In tutti i sensi.
Da varie parti leggo:”Le mani sulla munnezza”.
Ma dove stanno?
Ne avessi vista una di mano stesa su di me, macchè.
Ora tutti parlano di me. A Milano e a Roma, a Bologna e a Torino.
Ma io non ho fatto niente di male. Sono innocente.
Mi hanno sbattuto in prima pagina e nessuno ha detto il perché.
Per molto tempo mi hanno fatto emigrare in Germania.
E io zitta, muta. Sola su treni che non facevano fermate neanche per un minuto.
Dice: “Ma chi ti credi di essere? Tu sei munnezza…”.
E intanto ho sentito gente con tre lauree chiudersi in stanze per ore e ore a parlare di me. Certo tutto questo mi lusinga. Ma vorrei solo sapere cosa hanno da discutere così a lungo e così accapigliati se io sono solo la munnezza.
Almeno me lo facessero sapere.
Certe sere mi viene una malinconia che vorrei scomparire.
Ma non posso e devo stare lì a fare il mio dovere.
Ora però che sto in prima pagina spero che qualcuno si prenda cura di me.
Perché se non lo fanno, appena mi vengono “i cinque minuti” li afferro per i capelli e nelle orecchie gli sussurro: “E’ vero, io sono la munnezza. Ma tu da che parte stai? Vuoi vedere che forse sotto sotto tu sei più munnezza di me?”
PEPPE LANZETTA
da "Racconti disperati"
Ed. Pironti








