Il Coraggio dei ventenni che salgono sui tetti
Voglio avere un'altra volta vent'anni ragazzi miei pervenire con voi e salire sui tetti e occupare monumenti facoltà torre di Pisa Maschio Angioino, La Scala il Vaticano i sogni le utopie la grande rabbia e da lì non scendere più.
Voglio avere di nuovo vent'anni ragazzi miei e perdermi nei vostri occhi insieme a voi, avere di nuovo i capelli lunghi e urlare di nuovo al mondo quanto è meschina la storia dei potenti. Voglio avere di nuovo vent' anni compagni miei, salire sul Monte Bianco o sul Vesuvio, prendere a carezze il cielo e baciarmi con le stelle. E da lì sopra vomitare su quelli del palazzo, coi loro vestiti gessati, coi doppiopetto e le facce impomatate, coi loro ceroni, con le loro calvizie oscene, con le loro misere ricchezze, le macchine blu che di blu non hanno niente perché il blu a loro non appartiene Il blu è nostro.
È il blu del cielo, il blu del mare, il blu dei vostri occhi anche quando sono neri, il blu della notte della Calabria, dell' amore nella terra, del Salento. Il blu della Sicilia che dice no!
Voglio avere di nuovo vent'anni e forse grazie a voi ore ce li ho.
Grazie ai vostri tatuaggi, piercing, capelli rasta, scarpette, denti bianchi, sogni sogni sogni, cazzo che forza che avete ragazzi miei, e soprattutto quanti ne siete.
Oh però non correte tanto se no mi lasciate dietro, perché è vero che mi sento di nuovo un ventenne ma non vi scordate che ne tengo più di trenta in più.
Come siete belli, ragazzi miei. E che movimento!
Peppe Lanzetta
da "La Repubblica"
31/12/2010








