Mercoledì 23 settembre 2009, a Benevento prende il via "Cavalli di Luna e Vulcani" Peppe Lanzetta, Emilio Massa, il maestro Simone Alaimo e M’Barka Ben Taleb saranno fra i protagonisti della prima edizione della manifestazione Cultura, tradizioni e storie a confronto nel Regno delle Due Sicilie è il sottotitolo che meglio identifica Cavalli di Luna e Vulcani, rassegna di arte cultura e spettacolo che, da mercoledì 23 settembre a domenica 25 ottobre 2009, proporrà i suoi primi appuntamenti a Benevento e provincia, per trasferirsi, poi, a Napoli e, in date da definirsi, in Sicilia. Organizzato dal Nuovo CRASC, diretto da Beatrice Baino, con il sostegno della Provincia di Benevento e Comune di Napoli e il patrocino di Regione Sicilia e Regione Campania, il progetto nasce dall’idea di confrontare due culture, quella campana e quella siciliana, ponendo in parallelo le tradizioni popolari, in particolare la musica, il teatro e l’arte, e la tradizione gastronomica di due regioni dalla storia e dal destino comune. La programmazione “itinerante” di Cavalli di Luna e Vulcani sarà caratterizzata dal suo continuo evolversi, con l’obiettivo di diventare un appuntamento annuale, favorendo lo scambio artistico e culturale fra le due regioni. Un percorso di spettacoli, eventi, mostre e incontri, che punta ad offrire la possibilità agli artisti siciliani e campani di proporre eventi sempre diversi, ponendo al centro del confronto le loro tradizioni e la loro storia. La rassegna, il cui titolo è preso in prestito da una lirica del poeta Salvatore Quasimodo, straordinario rappresentante dell’amore e della passione per le terre del Sud, è interamente a ingresso gratuito previa prenotazione. L’inaugurazione di Cavalli di Luna e Vulcani è fissata per mercoledì 23 settembre alle ore 21.00, presso l’Hortus Conclusus di Benevento, con lo spettacolo Sciocchezze e divagazioni sull’Essenza-Assenza della vita e della morte di Madame Pettenessa, scritto e diretto da Emilio Massa e interpretato dallo stesso Massa con Michela Guidone. Un sapido divertissement, un simpatico excursus nella lingua napoletana dedito alla lirica e al perbenismo più assoluto, in contrapposizione alla scollacciata ed esuberante popolarità di Pettenessa. Giovedì 24 settembre alle ore 21.00, il Teatro Comunale di Benevento ospiterà Salotto Tosti, concerto di musica da camera a cura dell’Accademia Musicale Conca D’Oro di Palermo, diretta dal maestro Simone Alaiamo. Il concerto, che prevede anche una sua partecipazione “a sorpresa”, spazia tra i brani più conosciuti del M° Tosti, fra i cantanti lirici più noti nel panorama internazionale, e varie opere di poeti del ‘900, tra cui Gabriele D’Annunzio. Venerdì 25 settembre alle ore 21.00, gli spazi del Museo del Sannio di Benevento accoglieranno la Festa della musica, serata di musiche etniche dedicata alle due regioni, con la partecipazione di M’Barka Ben Taleb e il suo gruppo, la Compagnia del Teatro di Ditirammu di Palermo e I Cantori Flegrei. M’Barka canta, danza e suona il darbuka, mescolando energia e grazia, tradizione e modernità. Il suo lavoro combina antichi canti arabi con i classici della musica napoletana e moderne sonorità neo melodiche. I fondatori e direttori artistici della Compagnia stabile di canto popolare del Teatro Ditirammu di Palermo sono Vito Parrinello e Rosa Mistretta, che con i figli Elisa (danza di figura, canto e flauto) e Giovanni (tamburello e percussioni), continuano una tradizione di famiglia che trova origine nella storia personale di Vito e nella voce e nell’interpretazione del canto popolare di Rosa. I Cantori Flegrei interverranno alla serata con un estratto del loro concerto “Voci d’o tiempo”. Sabato 26 e domenica 27 settembre, domenica 4 ottobre alle 17.30, rispettivamente a Dugenta (BN), S. Angelo a Cupolo (BN) e Montesarchio (BN), andrà in scena Misteri campani dal Monaciello alle streghe, spettacolo itinerante a cura della Compagnia Nuovo CRASC. Attori e musici “racconteranno” e interpreteranno storie, leggende, misteri. Lo faranno recitando platealmente, sussurrando nelle orecchie degli spettatori, occupando spazi e interstizi dei borghi e delle piazze. Sabato 26 settembre alle ore 17.30, la rassegna si sposta a Napoli, presso la Sala della Loggia del Maschio Angioino, con Voci d’o tiempo, concerto di musica napoletana a cura de I Cantori Flegrei. Lo spettacolo, che attraverserà classici e meno classici della Canzone Napoletana, vuole dare, unitamente a nuove indicazioni, anche sicure certezze sul valore del nostro dialetto, troppo sacrificato a nuove alternative. Sabato 4 ottobre alle ore 17.30, presso la Sala della Loggia del Maschio Angioino, Liberiteatri/Teatro delle Balate di Palermo presentano Tradimenti, scritto, diretto e d interpretato da Dario Ferrari e Nina Lombardino. Storia di amore, fedeltà e disincanto. Testo che narra e smette di narrare, che diventa azione e perde il “cadavere orale” della parola detta. Parola che si spegne nel niente dei progetti, come perduta sulla linea di un orizzonte inarrivabile. Il segmento campano di Cavalli di Luna e Vulcani terminerà con il debutto, in prima assoluta, martedì 20 ottobre alle ore 21.00 (in replica fino al 25), presso Studioteatro, di Barbarella ed altre lontananze, il nuovo spettacolo di Peppe Lanzetta, con Beatrice Baino, per la regia dello stesso Lanzetta e Beatrice Baino. Lo spettacolo, presentato da Nuovo CRASC, racconta, interpreta storie di periferia. Periferia di Napoli. Una Napoli negata. Una periferia con storie ed emozioni non dissimili da quelle di un qualsiasi ghetto di metropoli moderna. Cavalli di Luna e Vulcani Benevento e Napoli, 23 settembre/25 ottobre 2009 Info e prenotazioni ai numeri 0818531187, 3478201631 email
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PROGRAMMA: 23 settembre ore 21.00 Benevento, Hortus Conclusus Sciocchezze e divagazioni sull’Essenza-Assenza della vita e della morte di Madame Pettenessa scritto e diretto da Emilio Massa con Emilio Massa e Michela Guidone 24 settembre ore 21.00 Benevento, Teatro Comunale Salotto Tosti concerto di musica da camera a cura dell’Accademia Musicale Conca D’Oro di Palermo 25 settembre ore 21.00 Benevento, Museo del Sannio Festa della musica Serata di musiche etniche dedicata alle due regioni (Campania e Sicilia) con M’Barka Ben Taleb e il suo gruppo e la Compagnia del Teatro di Ditirammu di Palermo e I Cantori Flegrei 26 settembre ore 18.00, Dugenta (BN) 27 settembre ore 17.30, S. Angelo a Cupolo (BN) 4 ottobre ore 17.30, Montesarchio (BN) Misteri campani dal Monaciello alle streghe spettacolo itinerante a cura della Compagnia Nuovo CRASC 26 settembre ore 17.30 Napoli, Sala della Loggia - Maschio Angioino Voci d’o tiempo concerto di musica napoletana a cura de I Cantori Flegrei 3 ottobre ore 17.30 Napoli, Sala della Loggia - Maschio Angioino Liberiteatri/Teatro delle Balate di Palermo presentano Tradimenti scritto, diretto e d interpretato da Dario Ferrari e Nina Lombardino Dal 20 al 25 ottobre ore 21.00 Napoli, Studioteatro Nuovo CRASC presenta "BARBARELLA E ALTRE LONTANANZE" di Peppe Lanzetta con Beatrice Baino regia Peppe Lanzetta e Beatrice Baino GLI SPETTACOLI: Mercoledì 23 settembre ore 21.00 Benevento, Hortus Conclusus Sciocchezze e divagazioni sull’Essenza-Assenza della vita e della morte di Madame Pettenessa scritto e diretto da Emilio Massa con Emilio Massa e Michela Guidone scene Imma Scotto trucco e immagine Vincenzo Cucchiara Una sfilza ininterrotta, quanto acida e petulante, di domande, che Pettenessa, alias Madame La Mort prova a rivolgere (senza ricavarne neppure l’eco di una risposta) alla schiera informe e insipida dei suoi sudditi, i Mortali, responsabili, secondo Lei, dei più grossolani e micidiali equivoci intorno alla sua essenza, apparenza e forme di Livellatrice Universale. Un sapido divertissement, accompagnato da un clone speciale (Michela Guidone) dedito alla lirica e al perbenismo più assoluto in contrapposizione alla scollacciata ed esuberante popolarità di Pettenessa. Un gradevole excursus nella lingua napoletana mascherato da non-senso (o da buon senso, che finge squilibri e piccole incoerenze solo per frivola teatralità). Giovedì 24 settembre ore 21.00 Benevento, Teatro Comunale Salotto Tosti concerto di musica da camera a cura dell’Accademia Musicale Conca D’Oro di Palermo L’Accademia Musicale Conca d’Oro di Palermo è una delle pricipali accademie della Sicilia, diretta dal Maestro Simone Alaiamo, uno dei cantanti lirici (basso-baritono) più conosciuti. Vincitore di numerosi premi, costantemente presente nei Festival lirici più importanti d’Italia: Verona (Arena), Martina Franca (Festival della Valle d’Itria) e soprattutto Pesaro, dove si è consacrato fra i massimi interpreti rossiniani. Ha in repertorio circa 90 opere che lo hanno visto spaziare, in trent’anni di carriera, dal barocco all’Ottocento italiano, dal verismo al contemporaneo. Da alcuni anni è ospite di teatri internazionali come il Metropolitan di New York, il Covent Garden di Londra, l’Opéra Bastille di Parigi, i Teatri dell’Opera di San Francisco, Chicago, Dallas, Vienna, Berlino, Monaco di Baviera. Nel 2000 ha vinto il premio “Gigli D’Oro” alla carriera. Il concerto, che prevede anche una sua partecipazione “a sorpresa”, spazia tra i brani più conosciuti del M° Tosti e varie opere di poeti del ‘900 tra i quali primeggia Gabriele D’Annunzio. Venerdì 25 settembre ore 21.00 Benevento, Museo del Sannio Festa della musica Serata di musiche etniche dedicata alle due regioni (Campania e Sicilia) con M’Barka Ben Taleb e il suo gruppo e la Compagnia del Teatro di Ditirammu di Palermo e I Cantori Flegrei M’Barka Ben Taleb è un’artista italo-tunisina. Ha vissuto a Napoli dove ha collaborato con musicisti del calibro di Eugenio Bennato, Tony Esposito, Pietra Montercorvino, Nava, Lino Cannavacciuolo, Gigi De Rienzo e Gigi Finizio. Nel 2005 esce il suo primo album da solista, ”AltoCalore”, un mix incandescente di atmosfere e sonorità di tutti i Sud del mondo. M’Barka canta, danza e suona il darbuka mescolando energia e grazia, tradizione e modernità. Il suo lavoro esalta lo stretto legame esistente tra due grandi culture mediterranee, combinando antichi canti arabi con i classici della musica napoletana e moderne sonorità neo melodiche. Attualmente si dedica anche ad un progetto internazionale con il più grande suonatore di qanun, Abdullah Chhadeh è un insieme di pezzi inediti uniti ai più grandi classici napoletani cantati in lingua araba, arrangiati con sonorità nord-africane per esaltare le caratteristiche musicali di due culture – quella araba e quella partenopea – così lontane e distanti eppure così profondamente affini. Strumenti etnici quali “quanun”, “oud”, “darbuka” si uniscono a batteria, basso e fisarmonica, sullo sfondo della voce unica e travolgente di M’Barka. Il risultato è uno spettacolo sorprendente, capace di coinvolgere chiunque, grazie all’originalità di una artista versatile e poliedrica accompagnata da musicisti brillanti ed innovativi. La formazione M’Barka Ben Taleb - voce e darbuka Aldo Galasso - batteria Giovanni Francesca - chitarra Dario Miranda - basso Saverio Filomeno Coletta – fisarmonica La Compagnia stabile di canto popolare del Teatro Ditirammu Il Teatro Ditirammu del canto e della tradizione popolare viene inaugurato a Palermo nella sua sede di via Torremuzza 6, nello storico quartiere della Kalsa, nel maggio del 1998. Tre anni prima era stata fondata l’omonima Associazione che si è impegnata anche per la promozione sociale e culturale dei giovani della zona con la creazione di laboratori musicali ed artistici. Il teatro, con i suoi 52 posti a sedere, è uno tra i più piccoli in Italia e certamente è l’unico del genere in Sicilia. I suoi fondatori e direttori artistici sono Vito Parrinello e Rosa Mistretta, uniti anche nella vita, che con i figli Elisa (danza di figura, canto e flauto) e Giovanni (tamburello e percussioni) continuano una tradizione di famiglia che trova origine nella storia personale di Vito e nella voce e nell’interpretazione del canto popolare di Rosa. Passionalità, carattere, spontaneità, forza poetica, desiderio di comunicare emozioni e sentimenti. Queste caratteristiche fanno di Rosa Mistretta l’interprete naturale di tutti i brani musicali del repertorio della casateatro Ditirammu. Rosa non è figlia d’arte, ma ha vissuto in un ambiente sensibile alla musica, alla pittura in cui è stata incoraggiata, soprattutto dal padre, spinta ad esprimere sensazioni e talento, attraverso il canto e la danza. La svolta decisiva è segnata dall’incontro con Vito Parrinello all’inizio degli anni 70. Dapprima lei ascolta e fa tesoro dei canti antichi che la famiglia Varvaro/Parrinello coltiva e tramanda. Quindi assimila intensamente ritmi, note e rime e adatta alla sua voce (si definisce uno strano contralto) le invenzioni musicali e artistiche. La sua voce recitante passa dalla dolcezza dei pianissimi alla forza espressiva dei pieni con una potenza insospettabile che riceve impulso dalle emozioni e dai sentimenti che governano il repertorio. I Cantori Flegrei interverranno alla serata con un estratto del loro concerto “Voci d’o tiempo” Sabato 26 settembre ore 18.00, Dugenta (BN) Domenica 27 settembre ore 17.30, S. Angelo a Cupolo (BN) Domenica 4 ottobre ore 17.30, Montesarchio (BN) Misteri campani dal Monaciello alle streghe spettacolo itinerante a cura della Compagnia Nuovo CRASC Una passeggiata particolare. Attori e musici che “raccontano” interpretando storie, leggende, misteri. Lo faranno recitando platealmente, sussurrando nelle orecchie degli spettatori, occupando spazi ed interstizi dei borghi e delle piazze. Un viaggio dietro le apparenze, fatto per chi ama scoprire cosa si nasconde tra le pieghe delle parole e le righe di pietra di un luogo senza uguali, la terra delle Sirene e dei vulcani d’acqua, della Sibilla e dei culti iniziatici della dea Iside e del dio Mithra, di Dioniso e di Demetra con i loro “misteri” e loro mistiche sacerdotesse. La città delle janare, delle anime del Purgatorio, dei labirinti sotterranei, delle fate, dei fantasmi e dei “munacielli”. Un percorso dentro i miti, le leggende e le superstizioni di Napoli, città-magma, ponte tra Oriente ed Occidente, luogo di confine, crocevia d’antiche sapienze. All’ombra di castelli, monasteri, chiese sconsacrate, palazzi antichi, vicoli bui, piazze e piazzette, mura greche e vestigia romane, con le loro mille storie di “presenze”, apparizioni, fatti inesplicabili e occulte vicende che proveremo a raccontare, ad indagare, a spiegare. Fin dove sarà possibile arrivare. Sabato 26 settembre ore 17.30 Napoli, Sala della Loggia - Maschio Angioino Voci d’o tiempo concerto di musica napoletana a cura de I Cantori Flegrei Un qualsiasi discorso sulla canzone napoletana non può che partire dal rapporto fra ciò che essa ha rappresentato e ciò che attualmente rappresenta. Fino ad appena una ventina di anni fa trovava credito un’affermazione secondo la quale Napoli fosse “tutta una canzone” e i napoletani stessi pensavano alla loro città come al paese, o forse alla patria della canzone. E invece questa canzone portava in se la propria crisi. Una crisi che, oltre tutto va inquadrata in qualcosa di più ampio: la tendenza del dialetto a scomparire. Questa tendenza ha coinvolto la quasi totalità della popolazione. Nei negozi nei mercatini nei salotti nei locali pubblici negli uffici non troviamo nessuno o quasi che si esprima in dialetto napoletano tutti oramai parlano in lingua; la infarciscono, semmai di una pronuncia dialettale che spesso provoca effetti di involontario umorismo. Ecco il punto: i napoletani hanno abbandonato il loro dialetto sotto l’influsso del linguaggio televisivo che, stravolgendo non solo il napoletano, ha fatto in modo che tutti noi, dal sud al nord, ci esprimessimo nello stesso modo. In questo contesto si inserisce lo spettacolo che, attraverso la proposizione di classici e meno classici della Canzone Napoletana, vuole dare assieme a nuove indicazioni anche sicure certezze sul valore del nostro dialetto veramente troppo sacrificato a nuove quanto inutili alternative. Sabato 3 ottobre ore 17.30 Napoli, Sala della Loggia - Maschio Angioino Liberiteatri/Teatro delle Balate di Palermo presentano Tradimenti tragicommedia in un atto e unica scena scritta, diretta ed interpretata da Dario Ferrari e Nina Lombardino A un certo punto non serve che cali il sipario. Perché non serve il sipario e non serve altra macchina scenica, se non la macchina dell’attore - come diceva Carmelo Bene - con la sua potenza estetica e forma scenica. Che distrugge la distanza tra attore e pubblico costruendo, nel rincorrersi dei significati, l’abisso, il complicato invisibile abisso dell’arte. Senza sipario e senza altro artificio la compagnia Darianton porta in scena il teatro nudo e puro. Darianton è un gruppo di teatranti palermitani, un duo di rabbia e dialogo talvolta rabbioso, altre volte di impazziti sentimenti che si scompongono e ricompongono nel mosaico della vita. Storia di amore, fedeltà e disincanto. Testo che narra e smette di narrare, che diventa azione e perde il “cadavere orale” della parola detta. Parola che si spegne nel niente dei progetti, come perduta sulla linea di un orizzonte inarrivabile. Urlante e temuta. Sorridente di mani e manie… Solo due sedie e niente di più. Solo poche luci. Bianche Dal 20 al 25 ottobre ore 21.00 Napoli, Studioteatro Nuovo CRASC presenta "BARBARELLA E ALTRE LONTANANZE" di Peppe Lanzetta con Beatrice Baino regia Peppe Lanzetta e Beatrice Baino Anteprima nazionale per il nuovo spettacolo di Peppe Lanzetta, attore, regista, autore di numerosi romanzi. Lo spettacolo racconta, interpreta storie di periferia. Periferia di Napoli. Una Napoli negata. Una periferia con storie ed emozioni non dissimili da quelle di un qualsiasi ghetto di metropoli moderna. Riunire i diseredati, ceti sociali difficili, per liberarsi la coscienza è un atto politico comune alle amministrazioni delle grandi città, indipendente da qualunque origine politica. Un atto liberatorio del ceto medio-alto, che crea le opinioni comuni e vota il proprio candidato simbolo di rinnovamento. Si creano, così, agglomerati che, in sintonia ed oltre le particolari conformazioni architettoniche, sono condensati di emozioni negate che quando fuoriescono dagli steccati del perbenismo lo fanno con una carica esplosiva ed implosiva di forza tale da sconvolgere qualsiasi parametro socialmente accettato. Lo spettacolo è un insieme di storie trasformate in atto teatrale. Un atto teatrale, realtà e finzione che si mischiano, frullano, cercando di ricreare una linfa non dissimile dal degrado emozionale, che l’ha prodotta ed ispirata. Le speranze, i sogni, i dolori di una quotidianità vissuta che rende adulti i bambini e vecchi i giovani. -------------------------------- La tenacia di Beatrice di Peppe Lanzetta
Anni fa ricevetti una segnalazione su una giovane attrice che letto il mio racconto Barbarella da “Figli di un bronx minore” aveva pensato ad una riduzione teatrale. La cosa morì là perché forse non era il tempo giusto. A distanza di anni, Beatrice Baino è tornata alla carica e in un pomeriggio di inizio estate nel suo spazio teatrale nel centro antico della città mi ha mostrato con amore, trasporto, passione, la sua idea teatrale di Barbarella. Naturalmente non ho potuto sottrarmi alla dolcezza e alla tenacia dell’interprete che mi restituiva il mio racconto con una forza e una visceralità sorprendenti. Ma un quarto d’ora di performance era poco, troppo poco per un’ipotesi di spettacolo teatrale che avesse al centro la mitica BARBARELLA CHE SPAVALDA attraversa le strade del rione I67 di Napoli. Chissà perché Beatrice mi evocava il mare. In senso lato, come mare di disperazione, gioia, rabbia, passione, esasperazione, di calore, sudore, di colori. E c’era un mare dentro di me che aveva preso posto in delle pagine che avevo intitolato IL MARE ADDOSSO. Quindi mi sono spogliato del mio mare ed è diventato il mare di Beatrice, che lo ha fatto suo, ne ha scelto pezzi, brandelli, risacche, conchiglie, echi, voci e lo ha esposto ai venti che già Barbarella aveva alzato forti. E doveva però pure esserci qualcuno sotto a raccogliere le parole, le tensioni, gli umori, i dolori e le speranze di questi forti venti: una mamma coraggio napoletana del mondo che verrà o che è già qui che in silenzio, col silenzio dell’amore nel suo mantello rosso ha fatto sue le paure e le tribolazioni di tutte le mamme che cercano di allontanare dai propri figli il male, il pensiero del male, quello che è dietro l’angolo di un vicolo del centro antico o nei pensieri che si perdono e arrovellandosi fanno smarrire la via. E con l’amore di una vecchia amante che aspetta ancora l’uomo che l’ha lasciata, fra tic, nervosi, sogni ad occhi aperti ed evocazioni in una Venezia lontana e magica si chiude il cerchio che anni fa era partito con Barbarella.
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